
Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli - Roma
14 Aprile 2010
21:00
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DAL 2 OTTOBRE
IL ‘MANIFESTO ABUSIVO’ DI SAMUELE BERSANI
11 CANZONI TRIDIMENSIONALI SULL’AMORE E SUL PRESENTE
BUTTANDO L’AMO NELL’ACQUARIO DELLA (SUA) FANTASIA
A più di tre anni da “L’Aldiquà”, Samuele Bersani torna il 2 ottobre con una vera e propria perla d’autore. L’album “Manifesto Abusivo” (Fuori Classifica/ RCA), è un urlo potente, come lo scatto rubato ritratto in copertina, che la dice più lunga di tante spiegazioni. Undici nuovi brani in cui il musicista fotografa di canzone in canzone, in maniera nitida e visionaria, le emozioni degli altri partendo proprio dalle sue confessioni, con un linguaggio spiazzante e una forza poetica di rara modernità. Ma è evidentemente la musica (nella cui stesura Samuele si è avvalso della collaborazione di Giampiero Grani in cinque brani e di Davide Beatino in tre) il centro esatto da cui decollano le sue parole. “Manifesto Abusivo” si presenta infatti come un disco melodicamente anomalo rispetto al panorama musicale nostrano: non ha “niente di italiano” negli arrangiamenti, nelle sonorità, e sembra scritto con il cuore di chi non vuole “cerchi di gesso attorno, in cui dover restare intrappolato”.
Arrangiato e co-prodotto da Bersani e Giampiero Grani, si avvale della collaborazione, tra gli altri, di musicisti e artisti del calibro di Stefano Bollani (al piano ne “Il bombarolo” di Fabrizio De Andrè, brano contenuto nell’edizione speciale dell’album disponibile su I Tunes), Ferruccio Spinetti, Tayone Dj, Bruno Mariani, Jimmy Villotti, Mauro Malavasi, Lucio Dalla e Pacifico.
L’‘antipasto’ dell’album è arrivato a fine luglio con “Ferragosto”, versione inedita e felicemente ispirata del brano scritto a quattro mani con e per Sergio Cammariere nel 2004. L’undici settembre è uscito in radio il primo vero inedito, “Un periodo pieno di sorprese” che senza fronzoli racconta sia dei postumi ancora dolorosi di una rottura sentimentale (“...comincia a ingiallirsi il nero del livido / non è più così tanto nitido / e da oggi il dolore ritorna semplicemente sottocutaneo”), sia dell’istinto di mettere un punto fermo per ricostruirsi e dell'impegno necessario per riuscire a evadere da un labirinto mentale, guardandosi avanti.
Con parole dirette, spiazzanti e impregnate di ironia in “Pesce d’aprile”, Samuele si immerge nel barattolo delle assurdità reali che dominano il nostro tempo (“Oggi un albergo ad Alcatraz”) e ne esce con un affresco fulminante sul rapporto che ormai abbiamo con le notizie e con la verità tradotta dall’informazione, tanto da far sembrare la realtà un grande agghiacciante scherzo (“… oggi in campeggio a Neanderthal / domani le terme a Chernobyl / Hiroshima a pagamento come Disneyland con dei prezzi un po’ più ragionevoli”). E’ invece ambientata nei primissimi anni ’80 “Lato proibito”: una ballad legata al filo dei ricordi, polaroid cantate del passaggio di un bambino dall’infanzia all’adolescenza. (“Estate povera di ogni cosa / due settimane buone senza avere la tivù / la casa al mare, la cassetta di Battiato difettosa / a metà di Cuccuruccucù…”). Un brano scritto per fermare gli occhi sul presente e stringerli forte come quando si esprime un desiderio.
“A Bologna”, secondo Samuele, è la vera canzone d’amore dell’album: anzi una lettera d’amore scritta e cantata tutta d’un fiato al ritmo di 130bpm. Un brano scritto per la sua città adottiva della quale, senza censure creative, denuncia la profonda trasformazione degli ultimi anni, le restrizioni, i divieti, le paure dei cambiamenti, (“a Bologna è comodo avere poteri speciali / per schivare le armi da taglio e le merde dei cani / nei parapiglia le facce dei film di Charles Bronson / sembra Marsiglia soltanto che qui non c’è il porto...”). La canzone si conclude sul sagrato di Piazza Maggiore con un invito accorato e diretto, pieno di dolcezza (“Bologna adesso voltati / mi fai commuovere/ lo sai che esagero con le parole”).
“Anche Robinson Crusoe” non è da intendere come una rilettura del naufrago più famoso della letteratura. L’icona Robinson serve al cantautore per parlare della “sindrome da naufragio di massa”, la difficoltà che molti hanno oggi di trovare un orizzonte che non sia di cartapesta o di marzapane. Ecco il perché di quell’“anche” sia nel titolo che in testa alla prima strofa.
“La pioggia bagna i freni / e aspetta di arrugginirli bene / poi se ne va e a metà della discesa nasce un assolo di Miles Davis” è l’incipit surreale di “Manifesto abusivo”, canzone che dà il titolo all’album. Sulla musica, dall’apparente schema fisso della melodia, c’è un testo visionario e libero da recinti, a tratti futuristico, la cui ispirazione è nata in maniera piuttosto originale: fino a qualche mese fa, (prima che gliela rubassero), Samuele girava per Bologna con una bicicletta che, frenando, emetteva un suono simile alla tromba di Davis. E’ invece dall’interno di una “capsula spaziale lanciata per auto esplosione” che l’astronauta protagonista di “Valzer nello spazio” analizza gli ultimi stralci di una relazione arrivata al capolinea, anche per l’intromissione di un alieno. (“Abbiamo perso un altro pezzo / non c’è rimasto che un bullone / e a tenere unita l’illusione c’è una vite lenta”). Un viaggio interstellare a metà tra il desiderio di dimenticare e quello di tornare indietro.
Unico brano dell’album non firmato da Bersani ma dal ‘cantattore’ Angelo Conte è “Ragno”, un surreale dialogo tra l’inquilino di un appartamento, a cui dà voce Bersani, e un ragno, interpretato con uno spiccato romanesco dall’autore, che tesse con costanza la tela nell'angolo di una stanza, senza aspettative e velleità: una riflessione amara sulla fragilità della condizione di artista (“Ragno dimmi chi te lo fa fare / con quell’arte sopraffina / chiuso dentro una cantina / e nessuno ad ammirare / sei l’artefice incompreso di un lavoro senza peso”). Le difficoltà di manifestare e vivere i propri sentimenti tornano in “Fuori dal tuo riparo” (“Credevo che l’amore fondato sulla telepatia/ fosse una dimensione incompatibile con la mia/ aria indurita da cinico, da moderno San Tommaso…”). A chiudere il disco è “16:9 (Sedici Noni)”, il particolarissimo ritratto di una ragazza che Samuele confessa di aver seguito per alcuni giorni, incuriosito dall’aria sognante e dalla costanza con cui attaccava i suoi bigliettini sulle bacheche e sui muri universitari (“speri ancora di ottenere/ un mega-risarcimento dal governo e nel frattempo ti sei messa a riparare delle unghie a domicilio/ mani e piedi e dieci euro”). In esclusiva solo su I Tunes, la versione piano e voce de “Il bombarolo” di Fabrizio De Andrè, registrata istintivamente da Samuele e Stefano Bollani durante un loro recente incontro in studio. Sarà in rete dai prossimi giorni, un sito speciale (www.manifestoabusivo.it) che raccoglierà materiali inediti e ulteriori dettagli sulla lavorazione del disco.
Samuele Bersani già da bambino sognava di diventare un cantautore. Però non uno di quelli pallosi che si ripetono con lo stampino e nemmeno un melodico all'italiana. Nasce a Rimini il primo ottobre1970, figlio di Raffaele (un flautista, uno sperimentatore o più semplicemente un Pink Floyd di Cattolica) e di Gloria, che gli trasmette la passione per il cinema e la poesia. La casa di Cattolica è una specie di laboratorio di esperienze sonore, e già nei suoi primi anni Samuele sviluppa una forte sensibilità per la musica, cominciando a suonare spontaneamente qualunque strumento gli capiti a tiro. Gli piace cantare. Anzi non riesce a stare zitto. Inventa storie, accompagnandosi - per modo di dire - alla chitarra o improvvisa movimenti al piano che a sua insaputa vengono quasi sempre registrati dal padre. Mentre si fa ragazzo, fonda e abbandona una serie di gruppi della realtà locale, diventando un bravo tastierista. Si mette in proprio e partecipa ad una serie di concorsi. Il vero debutto artistico risale al 1991 Bersani esordisce "piano e voce" con la canzone "Il Mostro", all'interno del tour Cambio di Lucio Dalla. E' una canzone ipnotica, racconta di un mostro peloso e gigante, a sei zampe che rintanatosi in una specie di cortile globale, viene circondato dalla curiosità dei mostri a due zampe e poi ucciso in nome della sua diversità. I cinque minuti de "Il mostro" nel tour di Dalla diventano una costante, perché ogni sera da perfetto sconosciuto Samuele intona le prime note, si instaura immediatamente una magia col pubblico e fra piazze e palazzetti in più di sessanta concerti a conoscerlo sono già in tanti. Si trasferisce a Bologna e nel 1992 esce il suo primo album. C'hanno preso tutto, presentato da una canzone-polaroid, Chicco e Spillo, che diventa in poche settimane un "caso radiofonico", un video riuscitissimo e a distanza di tempo un vero e proprio cult. Nel 1994 scrive per Fiorella Mannoia il testo di "Crazy Boy" e nel 1995 esce con “Freak”, (ritratto semiserio di una generazione neo-hippy col bancomat, video girato da Alex Infascelli in India).Oltre 130.000 copie vendute, 56 settimane consecutive di presenza nelle top 100 delle classifiche FIMI/Nielsen. Il disco oltre alla title-track contiene brani di successo come "Spaccacuore", "Cado giù" e "Cosa vuoi da me", (cover dei Waterboys, uno dei suoi gruppi preferiti). Nell'estate del 1997 la partenza fulminante del singolo "Coccodrilli" apre la via al terzo cd, che si intitola semplicemente Samuele Bersani e contiene quello che per molti è un capolavoro, "Giudizi Universali", emozionante ritratto esistenziale che si aggiudica il Premio Lunezia 1998 come miglior testo letterario ( la giuria è presieduta dalla scrittrice Fernanda Pivano). Nell'ottobre 1998 con la supervisione di David Rodhes, (storico collaboratore di Peter Gabriel), Bersani incide la canzone "Siamo gatti", motivo trainante della colonna sonora del cartoon "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", diretto da Enzo D'Alò e tratto dall'omonimo libro di Luìs Sépulveda. In quello stesso anno scrive per Ornella Vanoni il testo di "Isola", su musica di Ryuchi Sakamoto. Con il 2000 arriva anche il primo Festival di Sanremo: La canzone che presenta, "Replay", segna il suo ritorno sulle scene musicali dopo tre anni di silenzio e offre un'anticipazione da brividi del suo nuovo album: arrangiato e prodotto insieme a Beppe D'Onghia ecco L'Oroscopo Speciale. A Sanremo "Replay" si aggiudica il premio della critica. Nel Settembre dello stesso anno inizia a comporre la colonna sonora del film di Aldo Giovanni e Giacomo intitolato "Chiedimi se sono felice" che risulterà il più amato della stagione cinematografica. Il suo modo di scrivere diventa successo discografico e ad Ottobre mentre la sua "Il pescatore di asterischi" è ancora in alta rotazione in tutte le radio, riceve la Targa Tenco per "L'Oroscopo Speciale" riconosciuto come Miglior Album Dell'Anno. Nel 2002 contribuisce all'album "Veleno" di Mina, scrivendole un inedito intitolato "In percentuale" e alla fine dell'anno pubblica la sua prima raccolta Che vita! Il meglio di Samuele Bersani, un the best of; balzato subito ai primi posti delle classifiche, contenente 18 successi, inclusi tre inediti: "Milingo" (con Paola Cortellesi nella parte di Maria Sung), "Le mie parole" (scritto da Pacifico) e l'omonima "Che vita!"(che si avvale della presenza di Roy Paci ai fiati). Dopo un lunghissimo lavoro di ricerca, diviso insieme al produttore Roberto Guarino, nel 2003 pubblica il suo sesto disco: Caramella Smog, che segna un ulteriore passo avanti nella sua lirica visionaria e lo porterà a vincere ben due targhe Tenco (miglior album dell'anno e miglior canzone con "Cattiva") Quest'ultimo è un brano che trasforma in manifesto musicale la tendenza dei media a spettacolarizzare i fatti di cronaca nera e di attualità. All'interno del disco, sono presenti importanti collaborazioni con Fausto Mesolella degli Avion Travel, Zenima, Ferruccio Spinetti, Cesare Picco, Rocco Tanica, Fabio Concato e Sergio Cammariere. L'Aldiqua', uscito il 19 maggio 2006 e dopo non molte settimane già premiato da un Disco D'Oro viene anticipato dall'istant song "Lo scrutatore non votante ", (il ritratto di chi nella vita è incapace di essere coerente), che è il primo esempio in italia di canzone uscita di getto e messa subito su i-Tunes, con il risultato di schizzare subito ai vertici delle classifiche dei download via internet e delle playlist dei videclip con un corto in animazione realizzato niente di meno che dall'olandese Dadara, artista contemporaneo di fama internazionale che per lui ha anche inventato il dipinto in copertina dell'album. Ad aprire il cd, (realizzato insieme a Roberto Guarino e Tony Pujia) ci aspetta la dolcezza di" Lascia stare", quella grandissima ballata d'amore che si intitola "Una delirante poesia", e "Occhiali rotti", canzone pacifista dedicata al giornalista Enzo Baldoni. Altra colonna portante del CD è " Sicuro Precariato ", la storia di un supplente che oltre a non avere un posto fisso non ha nemmeno certezze nella vita privata e resta eternamente in prova. Ne " L'Aldiqua' " prosegue la collaborazione con Pacifico (autore della musica di "Maciste") e con "Come due somari", si inaugura quella con uno dei più validi e originali chitarristi italiani, Armando Corsi. Il 21 Luglio 2007, Samuele Bersani è stato insignito del premio Amnesty International per il brano Occhiali rotti, come miglior canzone riguardante i diritti umani. Alla produzione discografica Samuele alterna periodi di buio apparente, perché "per scrivere bisogna vivere." L'11 gennaio 2009, in occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, partecipa a "Che tempo che fa", trasmissione di Fabio Fazio, interpretando la canzone "Il bombarolo". Inoltre Samuele ha partecipato all'iniziativa "Cantanti per l'Abruzzo" cantando una parte della brano "Domani 21/04/09". Anticipato in radio e su I Tunes a fine luglio 2009 da Ferragosto, versione completamente rinnovata del brano scritto a quattro mani con Sergio Cammariere, e l’11 settembre dal primo singolo ‘Un periodo pieno di sorprese’, il 2 ottobre esce il nuovo album di inediti Manifesto abusivo.
DISCOGRAFIA
1992 - C'hanno preso tutto
1995 - Freak
1997 - Samuele Bersani
2000 - L'oroscopo speciale
2002 - Che vita! Il meglio di Samuele Bersani
2003 - Caramella smog
2006 - L'aldiquà
2009 - Manifesto abusivo
Info:
06.45496305
Info div. abili: [vedi dettagli]
06.45496305
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